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Terre Soffici"Quid cunctaris?", inquit, "Quid cessas? Nisi occupas, fugit."
20 mars Gran Torino (Jamie Cullum & Clint Eastwood)So tenderly your story is nothing more than what you see or what you've done or will become standing strong do you belong in your skin; just wondering gentle now the tender breeze blows whispers through my Gran Torino whistling another tired song engine humms and bitter dreams grow heart locked in a Gran Torino it beats a lonely rhythm all night long it beats a lonely rhythm all night long it beats a lonely rhythm all night long [*sung by Jamie Cullum*] Realign all the stars above my head Warning signs travel far I drink instead on my own Oh! how I've known the battle scars and worn out beds gentle now a tender breeze blows whispers through a Gran Torino whistling another tired song engines humm and bitter dreams grow heart locked in a Gran Torino it beats a lonely rhythm all night long these streets are old they shine with the things I've known and breaks through the trees their sparkling your world is nothing more than all the tiny things you've left behind So tenderly your story is nothing more than what you see or what you've done or will become standing strong do you belong in your skin; just wondering gentle now a tender breeze blows whispers through the Gran Torino whistling another tired song engines humm and bitter dreams grow a heart locked in a Gran Torino it beats a lonely rhythm all night long may I be so bold and stay I need someone to hold that shudders my skin their sparkling your world is nothing more than all the tiny things you've left behind so realign all the stars above my head warning signs travel far i drink instead on my own oh how ive known the battle scars and worn out beds gentle now a tender breeze blows whispers through the Gran Torino whistling another tired song engines humm and better dreams grow heart locked in a Gran Torino it beats a lonely rhythm all night long it beats a lonely rhythm all night long it beats a lonely rhythm all night long Written by Clint Eastwood, Jamie Cullum, kyle Eastwood and Michael Stevens. Performed by Jamie Cullum and Don Runner. From http://www.6lyrics.com 26 janvier AYRTON - Lucio DallaIl mio nome e' Ayrton
e faccio il pilota e corro veloce per la mia strada, anche se non e' piu' la stessa strada, anche se non e' piu' la stessa cosa, anche se qui non ci sono piloti, anche se qui non ci sono bandiere, anche se qui non ci sono sigarette e birra che pagano per continuare, per continuare poi che cosa, per sponsorizzare in realta' che cosa. E come uomo io ci ho messo degli anni a capire che la colpa era anche mia, a capire che ero stato un poco anch'io, e ho capito che era tutto finto, ho capito che un vincitore vale quanto un vinto. Ho capito che la gente amava me. Potevo fare qualcosa. Dovevo cambiare qualche cosa E ho deciso una notte di maggio in una terra di sognatori, ho deciso che toccava forse a me. E ho capito che Dio mi aveva dato il potere di far tornare indietro il mondo rimbalzando 11 janvier Dormi, oblia Liù poesiaLA FOLLA Parla! Parla! LIÙ Sì, Principessa, ascoltami! Tu che di gel sei cinta, da tanta fiamma vinta, l'amerai anche tu! Prima di questa aurora, io chiudo stanca gli occhi, perchè egli vinca ancora ... Ei vinca ancor! Per non ... per non vederlo più! Prima di questa aurora, io chiudo stanca gli occhi per non vederlo più! Prende di sorpresa un pugnale a un soldato e si trafigge a morte. LA FOLLA Ah!… Parla! Parla! Il nome! Il nome! Liù va, barcollando, presso del Principe gli stramazza ai piedi, morta. CALAF Ah! Tu sei morta, tu sei morta, o mia piccola Liù! TIMUR si inginocchia presso da Liù Liù! Liù! Sorgi! Sorgi! È l'ora chiara d'ogni risveglio! È l'alba, o mia Liu … Apri gli occhi, colomba! PING Alzati, vecchio! È morta! TIMUR Ah! Delitto orrendo! L'espieremo tutti! L'anima offesa, l'anima offesa si vendicherà! LA FOLLA Ombra dolente, non farci del male! Ombra sdegnosa, perdona, perdona! Ombra dolente, ecc. TIMUR Liù … bontà! Liù ... dolcezza! Con religiosa pietà, il corpo di Liù viene sollevato tra il rispetto profondo della folla. Ah! Camminiamo insieme un'altra volta così, con la tua man nella mia mano! Dove vai ben so. Ed io ti seguirò per posare a te vicino nella notte che non ha mattino! PONG Svegliato s'è qui dentro il vecchio ordigno, il cuore, e mi tormenta! PING Ah! per la prima volta al vedere la morte non sogghigno! PANG Quella fanciulla spenta pesa sopra il mio cuor come un macigno! LA FOLLA Liù, bontà, perdona, perdona! Liù, bontà, Liù dolcezza, dormi! Oblia! Liù! Poesia! 20 septembre Era - Lucio BattistiEra aprile,
era maggio, era... Chi lo sa... Era bella, oh, era bella solo la sua età... Non ricordo se sorrise quando se ne andò, io l'amavo, io l'amavo, solo questo so. Io credevo tante cose che non credo più, non per questo sono triste, ora ci sei tu. Ho paura, ho paura quando penso che era, era, era, era, era come te. 6 septembre Citazione rubataBrano tratto da Il piccolo principe di A. de Saint-Exupéry: «Vieni a giocare con me,» le propose il piccolo principe, «sono così triste…» «Non posso giocare con te,» disse la volpe, «non sono addomesticata.» «Ah! Scusa,» fece il piccolo principe. Ma dopo un momento di riflessione soggiunse: «Che cosa vuol dire ‘addomesticare’?» «È una cosa da molti dimenticata. Vuol dire ‘creare dei legami’…» «Creare dei legami?» «Certo,» disse la volpe. «Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo…» 19 août Ventiquattresimo SilenzioAlla confusione è seguita l'inquietudine.
Gira la palla gira, ed i punti fermi rimangono sempre quelli più sorprendenti e forse sbagliati.
Fissiamo i mattoni con la malta, ma... Siamo a Genova, ed i muri qui si fanno a secco!!!
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Allora, cos'è quella nuvola che coprendo il sole rivela l'autunno?
Davvero se le cose fossero andate diversamente avrei maggiori risposte?
Io sono il muro.
Assieme ad una figura incappucciata apro un varco verso un mondo nuovo. 4 juillet Ricordo di Marie A. di Bertolt BrechtRicordo di Marie A. di Bertolt Brecht Un giorno di settembre, il mese azzurro, tranquillo sotto un giovane susino io tenni l'amor mio pallido e quieto tra le mie braccia come un dolce sogno. E su di noi nel bel cielo d'estate c'era una nube ch'io mirai a lungo: bianchissima nell'alto si perdeva e quando riguardai era sparita. E da quel giorno molte molte lune trascorsero nuotando per il cielo. Forse i susini ormai sono abbattuti: Tu chiedi che ne è di quell'amore? Questo ti dico: più non lo ricordo. E pure certo, so cosa intendi. Pure il suo volto più non lo rammento, questo rammento: l'ho baciato un giorno. Ed anche il bacio avrei dimenticato senza la nube apparsa su nel cielo. Questa ricordo e non potrò scordare: era molto bianca e veniva giù dall'alto. Forse i susini fioriscono ancora e quella donna ha forse sette figli, ma quella nuvola fiorì solo un istante e quando riguardai sparì nel vento. 9 janvier Fenesta ca lucive
13 novembre Panis Angelicus
Panis angelicus
fit panis hominum; Dat panis coelicus figuris terminum: O res mirabilis! Manducat Dominum Pauper, servus et humilis. Te trina Deitas unaque poscimus: Sic nos tu visita, sicut te colimus; Per tuas semitas duc nos quo tendimus, Ad lucem quam inhabitas. Amen. 10 octobre Demiurgo
Il demiurgo (in greco δημιουργός, composto da "δήμιος", cioè "del popolo", ed "ἔργον", cioè "lavoratore", quindi compositamente artigiano) è una figura filosofica e al tempo stesso mitologica. La figura del Demiurgo non è infatti argomentata razionalmente, ma è introdotta come ipotesi cosmologica che ha carattere verosimile; si tratta in altre parole di un mito, di cui Platone, come in altri casi, si serve, per descrivere in modo intuitivo e narrativo, anziché con una rigorosa argomentazione dimostrativa, un aspetto del suo pensiero particolarmente difficile da illustrare e comprendere. Il demiurgo è una forza ordinatrice e non creatrice che, secondo Platone, vivifica la materia e la rende anima universale. Dopo aver svolto il suo pensiero nella forma del più rigido dualismo fra mondo delle idee e mondo della realtà sensibile, nel Timeo Platone sente tuttavia la necessità di introdurre un principio unitario (il demiurgo, una sorta di artefice di divino) in grado di giustificare e superare questa rigida distinzione. A questo divino artigiano viene dato il nome di demiurgo, che nella filosofia platonica rappresenta il mediatore tra il mondo delle idee e la materia, dualismo altrimenti inscindibile. Il demiurgo è l'intelligenza che progetta il mondo, avendo le idee a modello e la materia come strumento. Le idee platoniche sono eterne, necessarie e precedono ogni origine temporale. Esse sono l'oggetto della vera intellezione in quanto "pura forma". Sono dunque esenti da generazione e corruzione, a differenza del mondo sensibile che è al contrario generato e corruttibile. Il mondo sensibile, soggetto al divenire e generato, deve necessariamente discendere da un principio, giacché non vi è generazione senza una causa. Il Demiurgo, essendo legato imprescindibilmente all'idea di Bene, non può che creare il migliore dei mondi possibili. Pur avendo come modelli eterni le idee iperuraniche, il Demiurgo è legato alla "minorità ontologica" del mondo sensibile. Il Demiurgo quindi non crea affatto ex nihilo , dal nulla, ma è costretto ad operare trasmettendo la forma ideale ad una materia pre-esistente. Nell'antica Grecia, tuttavia, il termine demiurgo si riferiva anche ai lavoratori liberi, agli artigiani che vivevano liberamente dei frutti del loro lavoro.L' utilizzo dell' analogia tra la figura cosmogonica del Demiurgo e quella dell'artigiano è presto detta: il Demiurgo, come un artigiano, trasmette il modello ideale ad una materia già esistente, e possiede, oltre che carattere intellettuale, anche competenze tecniche. 7 octobre Ventitreesimo Silenzio
Goethe e Shiller
Furia
Frenesia
Saggezza
Esperienza
Passione
Piccola Verità
Dolcezza
Desiderio
Innocenza
Sogno
Parola
Immagine
Lealtà
Amicizia
Ricordi d'altri
Ancora sogno
Verità delle piccole cose
Ancora piccola Verità
Storie inventate
Fiume
Luna
Gatto senza nome
Colazione da Tiffany
Libro
Mistero
Manifesto del Futurismo Antonio Sant'Elia, Studio per Grattacielo MANIFESTO DEL FUTURISMO 20 Febbraio 1909 1) Noi vogliamo cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerità. 2) Il coraggio, l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.
3) La letteratura esaltò fino ad oggi l’immobilità penosa, l’estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno. 4) Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo...un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bella della Vittoria di Samotracia. 5) Noi vogliamo inneggiare all’uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita. 6) Bisogna che il poeta si prodighi con ardore, sfarzo e munificenza, per aumentare l’entusiastico fervore degli elementi primordiali. 7) Non v’è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all’uomo. 8) Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!... Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell’impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell’assoluto, poiché abbiamo già creata l’eterna velocità onnipresente. 9) Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore del liberatori, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna. 10) Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica e utilitaria. 11) Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le marce multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri, incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole per i contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che fiutano l’orizzonte, e le locomotive dall’ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d’acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta. È dall’Italia che noi lanciamo per il mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il FUTURISMO perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d’archeologi, di ciceroni e d’antiquari. Già per troppo tempo l’Italia è stata un mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla dagli innumerevoli musei che la coprono tutta di cimiteri. 18 septembre Basho
BashoLe nuvole fanno la loro comparsa e permettono agli uomini di riposarsi dalla contemplazione della luna. La prima candida neve! È sufficiente a piegare le foglie basse della giunchiglia. Non venite a vedere la desolazione? Sola una foglia sull'albero di paulonia. Si smorza il suono delle campane del tempio. Rimane la fragranza dei fiori. Una sera perfetta! 17 août Ventiduesimo Silenzio - Strappo e un Humpty Dumpty incompreso
Strano crescendo drammatico, la storia si fa imprevedibile eccezion fatta per la crescita dei personaggi. Salutiamo i vecchi amici e brindiamo a quelli nuovi.
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Troppo facile! O meglio, facile quanto basta! Piacevole persino!
Lili Marleen
LILI MARLEEN: STORIA DI UNA CANZONE UNIVERSALE
A volte capita di accorgersi di non aver inserito nella nostra raccolta di Canzoni contro la guerra una canzone fondamentale come questa. Rimediamo con colpevolissimo ritardo, inserendola tra le "Canzoni Fondamentali". * "Lili Marleen" è stata la canzone preferita dai soldati di fanteria tutto il mondo durante la II guerra mondiale: praticamente ne fu l'inno non ufficiale. Una canzone tedesca scritta da un giovane soldato amburghese con velleità poetiche e musicata da un musicista compromesso con il nazismo, che però travalicò presto i confini della Germania e fu adottata da tutti i ragazzi che andavano a morire a decine di migliaia, pensando magari alla loro "Lili" lasciata chissà dove. Strane storie hanno a volte, le canzoni. Strane e imprevedibili. Il testo originale proviene, come detto da un poemetto scritto da un soldato tedesco, Hans Leip, intitolato "La canzone di una giovane sentinella", poco prima di recarsi al fronte nei Carpazi nel 1915. Il nome "Lili Marleen" proviene da quello della sua ragazza (figlia di un ortolano) combinato con quello di una giovane infermiera, Marleen, che sembra invece essere stata la ragazza di un commilitone. Il poema di Hans Leip, sebbene di carattere decisamente antibellico, fu pubblicato in una collana di poesie patriottiche nel 1937; ben presto la parte su Lili Marleen (anch'essa, in sé, blandamente antibellica) attirò l'attenzione del musicista Norbert Schultze (nato nel 1911 a Braunschweig e morto il 17 ottobre 2002), che lo musicò immediatamente dopo. Schultze era già ricco e famoso prima del successo enorme della canzone della "ragazza sotto il fanale" che attendeva il fidanzato vicino alla garitta. Le sue opere, marce e melodie di stampo militaresco e propagandistico, hanno titoli inequivocabili che sarebbe forse meglio tralasciare in una raccolta di canzoni contro la guerra, del tipo "Bomben auf England". Nel 1945 gli alleati gli ordinarono di smettere di comporre, ma nel 1948 Schultze era già di nuovo in attività. Questa canzone ha comunque una storia assai accidentata. Il potentissimo ministro della propaganda e dell'informazione del III Reich, il tristemente noto dottor Goebbels, non la amava affatto. Voleva una marcia militare. La cantante Lale Andersen (pseudonimo di Eulalia Lieselotte Bunnenberg, nata nel 1905 a Bremerhaven e morta nel 1972 a Vienna) non intendeva cantarla; ma poco prima dello scoppio della guerra si convinse. La canzone vendette all'inizio pochissimo, solo 700 copie, finché una radio militare tedesca non iniziò a trasmetterla, nel 1941, alle forze impegnate in Africa (l' "Afrika Korps" del maresciallo Rommel). I comandi tedeschi si accorsero ben presto di cosa stava scoppiando loro tra le mani, con quella canzone che ricordava ai soldati un amore lasciato a casa invece dell'ardore guerriero. Una canzone "disfattista", insomma; i soldati la cantavano con le lacrime agli occhi mentre andavano a crepare per la grandezza del Reich. "Lili Marleen" fu quindi ovviamente proibita, il che contribuì non poco ad accrescerne la sua popolarità, che stava già diventando enorme. Dopo l'occupazione tedesca della Jugoslavia, nel 1941, a Belgrado fu impiantata una stazione radiofonica per trasmettere notizie alle forze di aviazione e all'Afrika Korps. La stazione si chiamava "Soldatensender Belgrad" Il tenente Karl-Heinz Reintgen, direttore della SSB, aveva un amico nell'Afrika Korps cui la canzone, nonostante il suo divieto ufficiale, era piaciuta parecchio, e che chiese all'emittente di trasmetterla; e Reintgen, eludendo a suo rischio e pericolo il divieto (il che non era cosa da poco!), accettò e la fece trasmettere per la prima volta il 18 agosto 1941. Qui accadde il secondo miracolo, perché la canzone piacque nientemeno che al maresciallo Erwin Rommel in persona, che chiese a Reintgen di inserirla nel programma musicale fisso della stazione radiofonica, contro il parere di Goebbels e anche di Hitler stesso. La canzone divenne ben presto addirittura la sigla di chiusura delle trasmissioni dell'emittente, che terminavano alle 9 e 55 della sera. Da allora niente poté più arrestare il cammino della canzone. Fu captata ed ascoltata dalle forze Alleate, e Lili Marleen divenne la canzone più nota e preferita dei soldati di entrambi gli schieramenti, che la cantavano in tedesco o nella propria lingua. Una canzone, insomma, che riuscì a unire migliaia di persone che stavano combattendosi accanitamente. Una canzone universale di fratellanza di soldati che condividevano lo stesso terribile destino. La popolarità immensa della versione tedesca provocò un'affrettata traduzione in inglese, probabilmente quando un editore britannico di canzoni, John Jordan Phillips, rimproverò a un gruppo di soldati inglesi di cantarla nella lingua del "nemico". Un soldato, assai arrabbiato, gli replicò a muso duro: "E perché non ci scrive le parole in inglese?" Fu quindi preparata una migliore versione assieme a un paroliere inglese, Tommie Connor, nel 1944, interpretata dalla cantante Anne Sheldon e che polverizzò ogni record di vendite. La canzone, trasmessa giornalmente anche dalla BBC (nella versione di Vera Lynn), fu adottata prima dell'Ottava Armata britannica, e poi anche dalle forze Americane in Europa. Era cantata negli ospedali militari e trasmessa da enormi altoparlanti, assieme a notizie di propaganda; era cantata per le strade. Era cantata al fronte, da entrambe le linee. Fu presto tradotta e interpretata nella lingua originale e in inglese anche dall'esule tedesca Marlene Dietrich, che la portò in tutto il mondo al seguito delle truppe Alleate (in Nordafrica, in Sicilia, in Alaska, in Groenlandia, in Islanda e in Inghilterra). La versione americana di Marlene Dietrich, interpretata anche da un coro anonimo, nel 1944, scalò i record di vendita in pochi mesi, ripetendo l'exploit decine di anni dopo (non a caso nel 1968, quando divenne anche una "protest song"). Nel 1981 riuscì a restare a lungo nella hit parade tedesca, e nel 1986 addirittura in quella giapponese. Ovvero in tutti i paesi più colpiti dalla tragedia della II guerra mondiale. La canzone è stata tradotta in 48 lingue. Tra queste il francese, il russo, l'italiano e l'ebraico. La versione croata sembra essere stata una delle canzoni preferite dal maresciallo Tito. "Lili Marleen" è probabilmente la più celebre canzone nella guerra, ed intrinsecamente contro la guerra, di tutti i tempi. Il tema del soldato che pensa al suo amore è universale. Lale Andersen spiegò il suo successo planetario con queste significative parole: "Il vento può forse spiegare perché diventa una tempesta?"
6 août Poesia senza titolo (rubata)il regno dei cani neri è tutto il mondo, occupato
dalle zampe di animali: silenziosi hanno capito che la loro solitudine devasta chi li vede. l’abbandono al niente è perfetto come regno, così come la nostra ombra disegna a perfezione la gabbia d’aria, l’improvvisa trappola in cui cado, gelida giostra 5 août Un segreto di tre figli.
Un piccolo mistero di ombre.
Si, vi ricordate? E pioveva, ma da dentro non potevamo saperlo.
3 août La CavalcaturaNon chiedere, amico mio, così non sarò costretto a negare.
La Cavalcatura (Notre-dame de Paris - Cocciante)FIORDALISO
Tu, sulla tua cavalcatura Smisurata creatura Sei la più bella fioritura Di un'eretta natura Tu monti e sei la montatura E un vanto per la lussuria Cos'hai nell'armatura, Un cuore con l'impugnatura? Il mio è ancora chiaro e puro E col mio cuore ti curo Io farò mia La tua avventura Ti amerò se tu mi giuri Ti amerò se tu mi giuri Che impiccheranno la Esmeralda I miei sogni appena nati Caro, tu li hai soffocati E adesso stammi a sentire Io vengo e voglio venire A rotolarmi nel fango E allora stringimi Le tue frasi sono ingiurie E il tuo amore è impuro Ma metto con le spalle al muro Quel cuore in te più duro E strappa via la mia cintura Tu, vieni in me, lordura Fammi sentire la lussuria Ti amerò se tu mi giuri Ti amerò se tu mi giuri Che morirà la Esmeralda Ti amerò se tu mi giuri Ti amerò se tu mi giuri Che impiccheranno la Esmeralda Che morirà la Zingara 26 juillet Ah, la paterna mano (Macbeth, Giuseppe Verdi)
ATTO QUARTO
SCENA I Luogo deserto ai confini della Scozia e dell'Inghilterra. In distanza la foresta di Birnam. Profughi scozzesi, Uomini, Donne, Fanciulli. Macduff in disparte, addolorato. [...] MACDUFF: O figli, o figli miei! da quel tiranno Tutti uccisi voi foste, e insieme con voi La madre sventurata!... Ah, fra gli artigli Di quel tigre io lasciai la madre e i figli? Ah, la paterna mano Non vi fu scudo, o cari, Dai perfidi sicari Che a morte vi ferir! E me fuggiasco, occulto, Voi chiamavate invano, Coll'ultimo singulto, Coll'ultimo respir. Trammi al tiranno in faccia, Signore! e s'ei mi sfugge, Possa a colui le braccia Del tuo perdono aprir. [...] 17 juillet Il mio Bro Mauri...... Novello Doppiatore Professionista sarà gioiosamente godibile nel certamente ottimo "Call of Duty 4" per XBOX360, PS3 e PC!!! Ma chi interpreterai?
Coraggio Aniki, non serve tu creda in te stesso!!! Basta tu creda in me, perchè io credo in te!!!
3 juillet Maximilian
Carogna di Robot degli anni '80. Ma anche Caronte dalle fattezze del Demone del Monte Calvo.
29 juin Il trionfo di "MAZINGA ZETTO" su Youtube. ANDATE e ridete!!!http://www.youtube.com/watch?v=zkjZJFvvtT8
(e beh, la sigla finale la canto io! XD ) Bernarda Production:
Cari tutti, con preghiera di diffusione
sono felicissimo di annunciarVi che finalmente il promo e la puntata pilota del robot costruito con materiale di scarto è on line: godetene accedendo al nostro blog http://bernardavideo.blogspot.com oppure direttamente su You Tube http://www.youtube.com/watch?v=zkjZJFvvtT8 FATE GIRARE STA MAIL come fosse la falce di TIAMESSUIE (acerrimo nemico di Zetto) P.S. Non tralasciate i nuovi articoli del Blog: HEAVY METAL PARKING LOT di Barrel ZODIAC Bufala o capolavoro di Cocks Cari tutti: dopo l'incredibile successo
Tributato a Mazzinga Zetto abbiamo inserito altri due "lavori" sul Tubo: 1 - BELFAST CHILD dove i bimbi irlandesi raccontano la guerra dal loro piccolo punto di vista 2 - STREET FIGHTING MAD per scoprire cosa fanno gli Italiani negli ostelli di Tallin. Ecco i Link http://www.youtube.com/watch?v=HQrGa-Yqk7o http://www.youtube.com/watch?v=iE-loewyCR8 FATE GIRARE Grazie BAR 28 juin Mister SandmanMister Sandman
(Pat Ballard) Mister Sandman, bring me a dream Make him the cutest that I've ever seen Give him two lips like roses and clover Then tell him that his lonesome nights are over Sandman, I'm so alone Don't have nobody to call my own Please turn on your magic beam Mister Sandman, bring me a dream Mister Sandman, bring me a dream Make him the cutest that I've ever seen Give him the word that I'm not a rover Then tell him that his lonesome nights are over Mister Sandman, bring me a dream Give him a pair of eyes with a come hither gleam Give him a lonely heart like Pagliacci And lots of wavy hair like Liberace Mister Sandman, someone to hold Would be so peachy before we're too old Sp please turn on your magic beam Mister Sandman, bring us Please, please, please Mister Sandman, bring us a dream L'Esorcista
Si è detto e scritto di tutto riguardo a questo film (sul libro di Blatty dal quale è tratto e sulla discussa pratica dell'Esorcismo). Ma allora, perchè mi piace così visceralmente? Perchè tratta di esseri umani, imperfetti e pieni di dubbi, che donano tutto se stessi nella lotta contro il male. Resi in maniera magnifica. Al di là di qualsiasi considerazione etica e religiosa, per una storia comunque di fantasia, è moralmente esaltante. Lo scrittore americano Ray Bradbury ha definito il film "la più bella storia d'amore mai raccontata". Le storie d'amore fanno paura, allora.
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