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9 septembre Un quinto passaggio (il Teatro dell'Assurdo)
da "Aspettando Godot", di Samuel Barclay Beckett 8 septembre Una poesiaWilliam Butler Yeats
GLI ERUDITI
Teste calve, obliòse dei loro peccati, Vecchie, dotte, venerande teste calve, Dànno alle stampe e annotano i versi Che giovani, nei loro letti insonni, Rimarono in angoscia d'amore Per blandire l'orecchio stolto della bellezza. Fino al giorno del giudizio tossiranno nell'inchiostro, Il tappeto con le scarpe limeranno, Venerati; non avranno amici strani, Se mai fecero peccato non si sa: Signore Iddio, che cosa mai direbbero Il giorno che il loro Catullo passasse di là! V for Vendetta
C'è molto più della carne dietro questa maschera.
C'è un'idea, e le idee sono a prova di proiettile. Un Terzo Silenzio (urlato però). OvveroElogio delle seconde possibilità (qui si parla di amore
La fiaba vorrebbe che la seconda possibilità fosse un'altra occasione perchè le cose vadano in modo diverso. Perchè, dopo essersi chiesti per tanto tempo quali fossero stati gli errori commessi, quali le proprie mancanze, ora le sorti andranno a buon fine.
Perchè si può imbrigliare e domare il destino.
Io amo le fiabe, sono tra le cose che amo di più, ma la seconda possibilità è qualcosa di più crudele, sottile e grande.
E' una sorpresa, una incredibile nuova inaspettate prova, di vivere le stesse emozioni, di ritrovare il proprio passato col suo dolore negato e soffocato per il troppo male, un piccolo pezzo di ingenuità perduto, e vedere le cosa che vanno nello stesso modo maffo di allora.
Perchè non bisogna essere così presuntuosi (ed ora è chiaro) da pensare di essere stati unicamente determinanti per quel finale infelice, che ci ha lasciato strascichi e ferite profonde. Ed un po' di paura.
La seconda possibilità è vivere le stesse cose in modo diverso. E' la possibilità di assolvere e riconciliarsi col se stesso di allora, di sperimentare una nuova dignità (che niente ha a che fare con l'orgoglio ostentato).
Di guardare lei e penetrare con lo sguardo i fantasmi che rappresenta (a sua insaputa, poverina) e congedarsi da loro, ma come vecchi amici che ci hanno tenuto compagnia per tanto tempo, e che non erano poi così male.
Di lei resterà solo la donna vera. E se lo si vorrà entrambi ci si potrà anche amare. O restare amici, perchè volersi bene l'un l'altro è bello ed è un atto libero che non pretende corrispondenze particolari.
Della lei del passato resterà una sensazione tenera e nostalgica, ma ora collocata serenamente nella galleria dei ricordi preziosi.
E poi, errori o non errori, l'avere amato appassionatamente anche solo un'idea, è possibile che abbia dimenticato qualche seme che germoglierà nella bruma di un mattino di primavera. Al primo raggio di un sole colmo di benevolenza.
Alla faccia di chi critica un po' di romanticismo d'accatto.
Le seconde possibilità sono una cosa bella, insomma. 6 septembre Auguri, Freddy Mercury!
Ciao Freddy, ci siamo appena sfiorati quando cominciai a conoscere la musica. Ricordo quando te ne sei andato. Ricordo il tributo a te dedicato, ed eri con noi. Cosa si prova ed essere immortali, Principe dell'Universo? (http://fairygaia.spaces.live.com - Tributo a Freddy) 4 septembre Sirmione, Grotte di Catullo e... Gardaland! (26-27 agosto 2006)Cinque pellegini decisero che in compagnia si sta meglio che da soli, e fu così che partirono alla ricerca dell'Illuminazione.
Stitch approvò, ed anche la Penny non avanzò obiezioni (specie perchè rivolevano il loro giaciglio, che teoricamente apparterrebbe a Stella Libera ma tanto nessuno le da retta).
Giunsero nei luoghi della latinità, ivi vennero travolti dalla dimensione ludica.
Ma se il gioco è utile come il lavoro, e l'alpinismo è nobile come il lavoro...
Allora l'alpinismo è un gioco???
2 septembre La quarta canzone
![]() 1 septembre Un primo luogo che sfiori le profondità del cuore
Il Santuario di Vicoforte Tre pellegrini giunsero al Santuario in un formidabile giorno di sole e pioggia, con vivaci arcobaleni che rilucevano a festa sulle quattro torri. -La strega dev'essersi pettinata,- disse una delle due donne, poichè due donne e un uomo formavano la bislacca comitiva. -Non fare discorsi pagani in questo luogo Santo,- rispose l'altra, che recava seco una vistosa sacca colorata. Ma la vera blasfemia era forse prerogativa dell'uomo, che fra tanta spiritualità coglieva solo il romanticismo di una rocca fatta coi colori dell'autunno, una promessa di crepuscolo scaturita però dall'amore di Dio. Quattro torri di storie mai scritte ed un incantesimo di verità invisibili celate da tanta bellezza. -Non è il momento di fermarci, non siamo soli e non siamo tutti. Andiamo via,-proferì lui trasognato. -Sono sorpreso che Miura non si sia ancora ispirato a questo luogo, diversamente ivi Gatsu avrebbe già affrontato un qualche apostolo bramoso di sacrificati.-
La cupola elittica più grande del mondo. Le origini del Santuario Regina Montis Regalis sono congiunte all'accorrere di migliaia di pellegrini attorno al pilone della Vergine, a partire dal XV secolo. Il pilone, opera di un artista locale del XV secolo, fu oggetto tra il 1590 e il 1595 di un involontario episodio di sfregio, da parte di un cacciatore che intendeva raggiungere la selvaggina intravista. Turbato e addolorato per quel gesto involontario l'uomo appese l'archibugio accanto alla Vergine (l'arma è tuttora conservata in Santuario) e si fece promotore della sistemazione del Pilone. Nacque una profonda devozione popolare, tanto intensa ed immediata che nell'arco di quattro anni si pose mano alla costruzione del Santuario. Fu anche il fascino che il Pilone esercitò su Carlo Emanuele I di Savoia a dare una svolta alle tante iniziative che iniziarono a svilupparsi intorno all'immagine sacra: il duca sabaudo incaricò l'architetto Ascanio Vitozzi di realizzare un’opera in grado di lasciare il segno, un segno grandioso, "di romana grandezza", sul territorio. Il progetto maestoso - che celebrasse e legasse la grandezza sabauda e la devozione popolare - iniziò il 7 luglio del 1596. Né Vitozzi (che morì nel 1615) né Carlo Emanuele I (spentosi nel 1630) riuscirono, però, a vedere il Santuario completato. Solo nel Settecento ci fu una vera e propria rinascita del Santuario. Un altro architetto, Francesco Gallo, proseguì i lavori. Così, nel 1731, si perfezionò il progetto della maestosa cupola ellittica. Numeri colossali: alta 74 metri, con un diametro maggiore di oltre 36 metri ed uno minore di 25. Conclusi i lavori di costruzione - che, in realtà, si completarono solo nel XIX secolo con le tre facciate ed i campanili - iniziò l' "avventura" della decorazione. Molti rinunciarono, altri non furono considerati all'altezza. Quello che viene definito un "poema pittorico", una serie di affreschi che copre una superficie di più di 6000 metri quadrati, venne portato a termine nel 1752 da Mattia Bortoloni e Felice Biella. Il Santuario si arricchì di un convento cistercense e di una Palazzata, posta proprio di fronte alla facciata della basilica. I progetti di Carlo Emanuele I sono stati rispettati: il duca sabaudo - sepolto in una tomba all'interno del Santuario - voleva lasciare un segno grandioso ed il complesso del Santuario non disattende le sue intenzioni. La figura del Santuario spicca, infatti, imponente nella cornice delle Alpi da una parte e delle colline della Langa Monregalese dall'altra. 29 août Una Prima Aria (Allegro con Brio)
GIAN GIACOMO CARISSIMI (1605-1674)
VITTORIA, VITTORIA!
Vittoria, mio core! Già l'empia a' tuoi danni Da luci ridenti
Ed è infine giunto il giorno nel quale la mia venerata insegnante di lirica mi ha concesso il cimento nella prima aria. Maghestra Antonella, appoggiare è non dover mai dire mi dispiace ^^. E già che ci siamo, ecco l'aria sublime toccata alla pischella Stella Libera (Mezzosoprano):
ORFEO ED EURIDICE (Atto Terzo, Scena Prima) Dove andrò senza il mio ben? Euridice... Ah! non m'avanza più soccorso, più speranza, Che farò senza Euridice? Dove andrò senza il mio ben? 26 août Un quarto e ultimo passaggio (poi basta con le citazioni, almeno per un po' ^^; )-Che hai fatto in tutti questi anni, Noodles?-
-Sono andato a letto presto-
da "C'era una volta in America" di Sergio Leone 24 août Un terzo passaggio (minuscolo anch'esso ma pesantissimo)[...] Aljoscia aveva scelto la vita contraria a quella di tutti gli altri, ma con lo stesso ardente desiderio di compiere un atto eroico immediato. Non appena, dopo serie meditazioni, fu persuaso dell'immortalità e dell'esistenza di Dio, disse naturalmente a sé stesso: "Voglio vivere per l'immortalità e non accetto nessun compromesso intermedio" [...] da "I fratelli Karamàzov" di Fëdor Mikhailovič Dostoevskij 23 août Un secondo passaggio (molto piccolo)Lei vive sola, eccettuato un gatto senza nome.
da "Breakfast at Tiffany's" di Truman Capote
22 août Un'altra canzone ancoraLE CAMPANE da "Notre Dame de Paris" (Panella - Cocciante)
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[...] (Ella ha abbandonato del tutto il suo capo su quello di lui e figge ora le labbra sulla bocca di lui in un lungo bacio) |
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PARSIFAL |
| NORWEGIAN WOOD (Beatles) | |
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I once had a girl or should I say she once had me |
Una volta avevo una ragazza, o forse è meglio dire che lei aveva me |
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She showed me her room isn't it good Norwegian wood |
mi mostrò la sua stanza (e disse) “Non è bello? E’ legno norvegese.” |
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She asked me to stay and she told me to sit anywhere |
mi chiese di restare e mi disse di sedermi dove volevo |
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But I looked around and I noticed there wasn't a chair |
ma guardai in giro e notai che non c’era neanche una sedia |
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I sat on a rug biding my time drinking her wine |
mi sedetti su una coperta, aspettando il mio momento, bevendo il suo vino |
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We talked until two and then she said it's time for bed |
parlammo fino alle due di notte e poi lei disse “E' ora di andare a letto” |
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She told me she worked in the morning and started to laugh |
mi disse che andava a lavorare di mattina ed iniziò a ridere |
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I told her I didn't and crawled off to sleep in the bath |
le dissi “ Io no”, e sgattaiolai a dormire in bagno |
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And when I awoke I was alone this bird had flown |
e quando mi svegliai ero solo, quest’uccello era volato via |
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So I lit a fire isn't it good, Norwegian wood. |
Così accesi un fuoco, non è bello? E’ legno norvegese. |
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