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26 septembre

Un secondo luogo che sfiori le profondità del cuore

Piani di Praglia 

Avanzarono con i cavalli fino a che il loro incedere nella neve alta non fu troppo gravoso. Allora liberarono le povere bestie da tutto il peso caricandosi in spalla lo stretto necessario ed abbandonando il resto.
I cavalli avrebbero trovato riparo nel bosco sottostante per sottrarsi alla tormenta ed alle insidie della notte.

I due amici ripresero invece il cammino con le racchette da neve e le picche piumate.
Il passo e la sua locanda, con le calde luci e lo stufato fumante, da ricordo piacevole si stava trasformando in un tormentoso rammarico.

Gli altri avventori e l'oste bonaccione li avevano invitati, pregati di desistere; ed invece eccoli qua!

Il vino caldo e speziato, un camino vivace che proiettasse le sue ombre...

Ma il sorgere del mattino dalla vetta avrebbe propiziato l'incantesimo, ed il solo sentiero rimasto era quell'ultima notte di marcia.

Ingannevole era il fatto che l'ascesa si celasse in un falsopiano, i riferimenti erano pochi e confusi.
Ma la tormenta non si alzò, forse fugata dalle preghiere delle persone amate.
Sorse invece una luna fulgida, a dipingere di luce una natura fatta di cristallo e candore.

I piani si stendevano intorno a loro, morbide colline di una dolcezza inaspettata, materna. Strabiliante per una percezione unica, misteriosa. Quella del mare ormai prossimo, ancora celato ma già così presente!

Quando il sole si levò, il libro era posto sull'altare di luce.

I due amici poterono togliersi i pesanti manti e sdraiarsi su di essi mentre i raggi irridenti li rinfrancavano nel corpo e nel cuore.

Intorno a loro una meraviglia antica come il mondo.

 

I Piani di Praglia sono una tra le mete piu' affascinanti della Liguria (e del basso Piemonte) poichè offrono suggestivi e unici paesaggi.
Per arrivarci, partendo da Genova, è necessario procedere verso l'area Campi seguendo le numerose informazioni per il centro commerciale "Iper Coop" (sic!) e dopo averla raggiunta proseguire sulla strada principale fino a giungere dopo pochi chilometri a Pontedecimo (Ponte X).
A questo punto seguire le indicazioni per Ceranesi e successivamente per Praglia. La direzione rimane quella del Passo dei Giovi, salvo la deviazione dove si perde il Polcevera.
 
E' possibile percorrere i piani rimanendo unicamente in strada asfaltata godendosi le numerose curve mozzafiato (ricordarsi che è doppio senso) oppure scegliere una delle vie sterrate che partono dai lati della strada.

Anche d' estate l'aria è fresca, fine. Da qui si scorge un'eccezionale vista sui monti Liguri, sul Monte Figogna con il suo Santuario di NS della Guardia e la vista corre fino laggiù, fino al mare ...

Uno dei motivi di maggiore interesse deriva dalla presenza di numerose specie di flora tipica delle zone umide quali: i pennacchi (Eriophorum angustifolium) e la viola delle paludi (Viola palustris) e le piante insettivore rosolida (Drosera rotundifolia) e pinguicola (Pinguicula vulgaris).


Questo testo è ricavato dalla consultazione di numerosi siti (che ringrazio), con relativo copia-incolla; curioso un mondo dove per raggiugere i paradisi naturalistici bisogna seguire i cartelli dei centri commerciali  !

25 septembre

La vecchia, il filo, il gatto.

 

Citazione da http://hotelnewhampshire.spaces.live.com/default.aspx?owner=1

 

La vecchia, il filo, il gatto.

CONTENUTO DELLA SCATOLA:

La signora Katie.
Comune gomitolo di lana.
Gatto Affezionato.

COME PREPARARSI A GIOCARE:

Lasciare libera la signora katie di riflettere sulla sua situazione mentre arrotola il lungo filo di lana.

Vedrete che entro pochi minuti inizierà a parlare col suo gatto senza nome.

(che la ascolterà attentamente)

senza dubbio l'argomento imposto dalla signora Katie sarà riassumibile in una parola:
Rimpianto.

(segnare con una x tutte le risposte ritenute idonee)

A) Per aver preferito rifiutare di accettare piuttosto che aver accettato un rifiuto.
B) Per non aver riconosciuto ciò che quella persona voleva effettivamente dire.
C) Per la decisione di "punire" gli altri con la sua solitudine autoimposta.
D) Perché i dubbi non vanno uniti sennò è difficile mettersi in discussione.
E) Per aver sempre fuggito lo sforzo di smussare spigoli pur di restare "quadrato".
F) Per non poter dire che vorrebbe ricominciare tutto e ripartire da un inizio diverso, qualunque esso sia.
G) Altro...................................................................................


Se voi, come la signora Katie, siete in grado di barrare tutte le caselle (compresa la G), potete anche iniziare a giocare.


REGOLAMENTO DEL GIOCO:

Sguarnite la vostra mentre da tutte quelle stupide implicazioni morali che accompagnate alla parola "finzione" e iniziate a creare.

A inventare ricordi.


E' molto facile.

Facciamo un esempio:

"Ti ricordi quella volta sulla neve?" dirà la signora Katie.
"Dici quando sei caduta e ti ho aiutata a rialzarti?" risponderà il gatto.
"Si, si ti ricordi ero così piena di neve che mi viene da ridere e poi mi hai detto"
"ci sono già state volte in cui eri così incantevole piccola mia?"
"Già, e mi hai baciata."
"Eri bellissimae  ti arrabbiavi mentre ti costringevo a ballare."
"Ma c'era tutta quella gente e non volevo"... e così via per quanto tempo vorrete ancora inventare.


OBBIETTIVO DEL GIOCO:

vistatattogustoolfattoudito

Inventare ricordi così veri, così reali da renderne partecipi tutti e cinque i sensi al sol pensiero.


Confermatelo poi con un sorriso o con una lacrima a seconda del ricordo scelto.


Potete giocare quanto volete basta che...

...terminata la voglia di toccare l'illusione...

...riponiate il tutto nell'apposita scatola.


Da "Il gioco di Katie", Mauro Uzzeo e Marco Martni
19 septembre

Un Quinto Silenzio

Il Trittico Elegiaco si conobbe in un teatro. E la cosa fa sorridere se pensiamo che i classici greci non c'entrano nulla.
Il ragazzo delle riviste di foto conosceva entrambi da prima, e lì li fece presentare (una trista (con la "a") operetta sponsorizzata da un noto ottico).
Non so, o almeno non ricordo se i due si piacquero subito. Quello delle foto aveva in stima entrambi e aveva parlato bene l'uno dell'altro. Quello con la felpa bianca era geloso delle proprie amicizie ed aveva un diffidente pregiudizio. L'altro con grandi scarpe d'altro canto aveva troppe cose colorate in testa; e si stava girando il film della vita, perciò chissà se dentro di se espresse un giudizio.
Ma si incontrarono ancora, e divennero grandi amici, per la vita.
Come accadde? E cosa successe poi? Davvero per la vita?
Ma questa è un'altra storia, e va raccontata un'altra volta.
Il Geranio? Generale, forse.
 

 

Una poesiola dalle fiabe di Calvino. Cito a memoria, per cui scusate gli errori (la fiaba è "Il figlio del Mercante di Milano", la mia preferita):
 
Pizza ammazza Bello, e Bello salva me.
Un morto ammazza tre e tre ne ammazzan sei.
Sparai a ciò che vidi e presi chi non vidi.
Mangiai carne non nata, cociuta con parole.
Non dormii ne in cielo ne in terra.
Ditemi voi, o Regina mia bella. 
 
 
18 septembre

Un Quarto Silenzio

Guardavamo in basso, cercando gli innesti per terra, poichè è la maniera più veloce e sicura di uscire da un labirinto di vetro senza sbattere la faccia.
Ma poi i corridoi si sono riempiti di paglia rossa e non potevamo più capire dove fossero collocati pannelli.
Non c'erano suggestioni aggiunte, sapevamo per certo quale fosse l'estensione della struttura, poco più di un carrozzone da Luna Park. Ricordavamo chi eravamo e da quanto eravamo entrati, un tempo ancora ragionevole per non essere colti dal panico.
Eppure rallentavamo ad ogni passo.
Ci domandammo ancora se non fosse una metafora dei nostri travagli interiori, ma l'espressione divertita del custode che ci aveva fatto entrare ricordava che la realtà tende a stravolgere i nostri piccoli micromondi di cose serenamente spiegate.
E no, non volevamo uscire per assaporare il più possibile quella strana sensazione di essere vivi, di brividi per la schiena, di piccoli giramenti di testa mentre i nostri sensi vanno in confusione nella percezione dell'invisibile.
Mi veniva in mente una delle frasi preferite (ed abusate) dalla seconda prefazione di Tolkien al LotR: - Detesto cordialmente le allegorie. -
Infatti non vivevamo un momento di messaggi da interpretare, solo una piccola storia di stupore, guardando noi stessi.
E ringraziammo la realtà che a volte ci obbliga a fare i conti col nostro riflesso.
Riflesso di vetro, non di specchio, la dolcezza di non essere soli in quei momenti. Querce di Giustizia.
Il soffitto era poco più alto di un uomo, stranamente imbottito e di un velluto rosso scuro, color rubino.
Girammo l'ultimo angolo, ormai quasi certo che avrei ritrovato il mio gatto.
Ma era solo l'uscita.
 
 
17 septembre

5a Canzone (una Innocente Evasione!)

Una donna per amico
(Battisti-Mogol)

 

Può darsi ch'io non sappia cosa dico,
scegliendo te - una donna - per amico,
ma il mio mestiere è vivere la vita
che sia di tutti i giorni o sconosciuta;
ti amo, forte, debole compagna
che qualche volta impara e a volte insegna.
L'eccitazione è il sintomo d'amore
al quale non sappiamo rinunciare.
Le conseguenze spesso fan soffrire,
a turno ci dobbiamo consolare
e tu amica cara mi consoli
perché ci ritroviamo sempre soli.
Ti sei innamorata di chi?
Troppo docile, non fa per te.
Lo so divento antipatico
ma è sempre meglio che ipocrita.
D'accordo, fa come vuoi I miei consigli mai.
Mi arrendo fa come vuoi
ci ritroviamo come al solito poi
Ma che disastro, io mi maledico
ho scelto te - una donna - per amico,
ma il mio mestiere è vivere la vita
che sia di tutti i giorni o sconosciuta;
ti odio forte, debole compagna
che poche volte impara e troppo insegna.
Non c'è una gomma ancor che non si buchi.
Il mastice sei tu, mia vecchia amica.
La pezza sono io, ma che vergogna.
Che importa, tocca a te, avanti, sogna.
Ti amo, forte, debole compagna
che qualche volta impara e a volte insegna.
Mi sono innamorato? Sì, un po'.
Rincoglionito? Non dico no.
Per te son tutte un po' squallide.
La gelosia non è lecita.
Quello che voglio lo sai, non mi fermerai
Che menagramo che sei,
eventualmente puoi sempre ridere poi
Ma che disastro, io mi maledico
ho scelto te - una donna - per amico,
ma il mio mestiere è vivere la vita
che sia di tutti i giorni o sconosciuta;
ti amo forte, debole compagna
che qualche volta impara e qualche insegna.

15 septembre

Testa di Piramide

Ed ecco il Vincitore del "Premio Simpatia 2006"!!!

Il personaggio più mattacchione ed imprevedibile dai tempi di Topo Gigio.

I bambini lo adorano.

 

13 septembre

Battlestar Galactica

http://www.scifi.com/battlestar/

http://www.battlestargalactica.com/

http://battlestar.altervista.org/

http://it.wikipedia.org/wiki/Battlestar_Galactica_(2003)

http://it.wikipedia.org/wiki/Galactica

http://www.kobol.com/

     I Cylon furono creati dagli umani.
     Furono creati per rendere la vita più facile sulle 12 colonie.
     Ed ecco che venne il giorno in cui i Cylon decisero di sterminare i loro padroni.
     Dopo una guerra lunga e sanguinosa, fu dichiarato un armistizio.
     I Cylon se ne andarono alla volta di un altro mondo che potessero chiamare casa.
     Fu costruita una remota stazione spaziale...
     ...dove gli umani e i Cylon potessero incontrarsi e mantenere relazioni diplomatiche.
     Ogni anno i coloniali inviano un ufficiale...
     ...i Cylon nessuno.
     Nessuno ha mai visto o avuto notizie dai Cylon per oltre 40 anni.

 

11 septembre

Torri Gemelle

11 settembre - Quinto Anniversario

La palla continua a girare, vediamo quanto madre natura sopporterà ancora le scemenze di una parte e dell'altra, prima di cominciare a fare lei la fondamentalista.

Un pensiero a tutte le vittime innocenti, oggi in particolare ai 3000 delle Torri Gemelle, in una commemorazione che non deve diventare ruffiana.

 

10 septembre

Un sesto ed un settimo passaggio

Dominique: - Noodles, sono inciampato! -

da "C'era una volta in America" di Sergio Leone


Cheyenne: - Io invece resterei, se potessi. -

da "C'era una volta il West" di Sergio Leone

9 septembre

Un quinto passaggio (il Teatro dell'Assurdo)

 
 
Vladimir: Andiamo?
Estragon: Andiamo.
  Non si  muovono.

 

da "Aspettando Godot", di Samuel Barclay Beckett

8 septembre

Una poesia

William Butler Yeats

GLI ERUDITI


Teste calve, obliòse dei loro peccati,
Vecchie, dotte, venerande teste calve,
Dànno alle stampe e annotano i versi
Che giovani, nei loro letti insonni,
Rimarono in angoscia d'amore
Per blandire l'orecchio stolto della bellezza.

Fino al giorno del giudizio tossiranno nell'inchiostro,
Il tappeto con le scarpe limeranno,
Venerati; non avranno amici strani,
Se mai fecero peccato non si sa:
Signore Iddio, che cosa mai direbbero
Il giorno che il loro Catullo passasse di là!

V for Vendetta

 
C'è molto più della carne dietro questa maschera.
C'è un'idea, e le idee sono a prova di proiettile.

Un Terzo Silenzio (urlato però). Ovvero

Elogio delle seconde possibilità (qui si parla di amore ).
 
La fiaba vorrebbe che la seconda possibilità fosse un'altra occasione perchè le cose vadano in modo diverso. Perchè, dopo essersi chiesti per tanto tempo quali fossero stati gli errori commessi, quali le proprie mancanze, ora le sorti andranno a buon fine.
Perchè si può imbrigliare e domare il destino.
Io amo le fiabe, sono tra le cose che amo di più, ma la seconda possibilità è qualcosa di più crudele, sottile e grande.
E' una sorpresa, una incredibile nuova inaspettate prova, di vivere le stesse emozioni, di ritrovare il proprio passato col suo dolore negato e soffocato per il troppo male, un piccolo pezzo di ingenuità perduto, e vedere le cosa che vanno nello stesso modo maffo di allora.
Perchè non bisogna essere così presuntuosi (ed ora è chiaro) da pensare di essere stati unicamente determinanti per quel finale infelice, che ci ha lasciato strascichi e ferite profonde. Ed un po' di paura.
La seconda possibilità è vivere le stesse cose in modo diverso. E' la possibilità di assolvere e riconciliarsi col se stesso di allora, di sperimentare una nuova dignità (che niente ha a che fare con l'orgoglio ostentato).
Di guardare lei e penetrare con lo sguardo i fantasmi che rappresenta (a sua insaputa, poverina) e congedarsi da loro, ma come vecchi amici che ci hanno tenuto compagnia per tanto tempo, e che non erano poi così male.
Di lei resterà solo la donna vera. E se lo si vorrà entrambi ci si potrà anche amare. O restare amici, perchè volersi bene l'un l'altro è bello ed è un atto libero che non pretende corrispondenze particolari.
Della lei del passato resterà una sensazione tenera e nostalgica, ma ora collocata serenamente nella galleria dei ricordi preziosi.
E poi, errori o non errori, l'avere amato appassionatamente anche solo un'idea, è possibile che abbia dimenticato qualche seme che germoglierà nella bruma di un mattino di primavera. Al primo raggio di un sole colmo di benevolenza.
Alla faccia di chi critica un po' di romanticismo d'accatto.
Le seconde possibilità sono una cosa bella, insomma.
6 septembre

Auguri, Freddy Mercury!

 

Ciao Freddy,

ci siamo appena sfiorati quando cominciai a conoscere la musica.

Ricordo quando te ne sei andato.

Ricordo il tributo a te dedicato, ed eri con noi.

Cosa si prova ed essere immortali, Principe dell'Universo?

(http://fairygaia.spaces.live.com  -  Tributo a Freddy)

4 septembre

Sirmione, Grotte di Catullo e... Gardaland! (26-27 agosto 2006)

Cinque pellegini decisero che in compagnia si sta meglio che da soli, e fu così che partirono alla ricerca dell'Illuminazione.
Stitch approvò, ed anche la Penny non avanzò obiezioni (specie perchè rivolevano il loro giaciglio, che teoricamente apparterrebbe a Stella Libera ma tanto nessuno le da retta).
Giunsero nei luoghi della latinità, ivi vennero travolti dalla dimensione ludica.
Ma se il gioco è utile come il lavoro, e l'alpinismo è nobile come il lavoro...
Allora l'alpinismo è un gioco???
 
 
2 septembre

La quarta canzone

Breathe - "The Dark Side of the Moon" (Pink Floyd)

Breathe, breathe in the air.
Don't be afraid to care.
Leave but don't leave me.
Look around and choose your own ground.

Long you live and high you fly
And smiles you'll give and tears you'll cry
And all you touch and all you see
Is all your life will ever be.

Run, rabbit run.
Dig that hole, forget the sun,
And when at last the work is done
Don't sit down it's time to dig another one.

For long you live and high you fly
But only if you ride the tide
And balanced on the biggest wave
You race towards an early grave.

 

 

Respira, respira nell'aria
Non aver paura di preoccuparti
Vai, ma non lasciarmi
Guardati intorno e scegli il tuo terreno

Più a lungo vivi e più in alto sali
E i sorrisi che doni e le lacrime che piangi
E tutto quello che tocchi e tutto quello che vedi
E' tutto ciò che sarà la tua vita

Corri, coniglio, corri
Scava quella buca, dimentica il sole
E quando infine il lavoro è concluso
Non perdere tempo, è ora di scavarne un'altra

Perché più a lungo vivi più in alto sali
Ma solo se cavalchi la marea
Ed in equilibrio sull'onda più grande
Corri verso una precoce tomba

1 septembre

Un primo luogo che sfiori le profondità del cuore

Il Santuario di Vicoforte

Tre pellegrini giunsero al Santuario in un formidabile giorno di sole e pioggia, con vivaci arcobaleni che rilucevano a festa sulle quattro torri.

-La strega dev'essersi pettinata,- disse una delle due donne, poichè due donne e un uomo formavano la bislacca comitiva.

-Non fare discorsi pagani in questo luogo Santo,- rispose l'altra, che recava seco una vistosa sacca colorata.

Ma la vera blasfemia era forse prerogativa dell'uomo, che fra tanta spiritualità coglieva solo il romanticismo di una rocca fatta coi colori dell'autunno, una promessa di crepuscolo scaturita però dall'amore di Dio.

Quattro torri di storie mai scritte ed un incantesimo di verità invisibili celate da tanta bellezza.

-Non è il momento di fermarci, non siamo soli e non siamo tutti. Andiamo via,-proferì lui trasognato.

-Sono sorpreso che Miura non si sia ancora ispirato a questo luogo, diversamente ivi Gatsu avrebbe già affrontato un qualche apostolo bramoso di sacrificati.-

La cupola elittica più grande del mondo.

Le origini del Santuario Regina Montis Regalis sono congiunte all'accorrere di migliaia di pellegrini attorno al pilone della Vergine, a partire dal XV secolo. Il pilone, opera di un artista locale del XV secolo, fu oggetto tra il 1590 e il 1595 di un involontario episodio di sfregio, da parte di un cacciatore che intendeva raggiungere la selvaggina intravista. Turbato e addolorato per quel gesto involontario l'uomo appese l'archibugio accanto alla Vergine (l'arma è tuttora conservata in Santuario) e si fece promotore della sistemazione del Pilone. Nacque una profonda devozione popolare, tanto intensa ed immediata che nell'arco di quattro anni si pose mano alla costruzione del Santuario.

Fu anche il fascino che il Pilone esercitò su Carlo Emanuele I di Savoia a dare una svolta alle tante iniziative che iniziarono a svilupparsi intorno all'immagine sacra: il duca sabaudo incaricò l'architetto Ascanio Vitozzi di realizzare un’opera in grado di lasciare il segno, un segno grandioso, "di romana grandezza", sul territorio. Il progetto maestoso - che celebrasse e legasse la grandezza sabauda e la devozione popolare - iniziò il 7 luglio del 1596.

Né Vitozzi (che morì nel 1615) né Carlo Emanuele I (spentosi nel 1630) riuscirono, però, a vedere il Santuario completato.

Solo nel Settecento ci fu una vera e propria rinascita del Santuario. Un altro architetto, Francesco Gallo, proseguì i lavori. Così, nel 1731, si perfezionò il progetto della maestosa cupola ellittica. Numeri colossali: alta 74 metri, con un diametro maggiore di oltre 36 metri ed uno minore di 25.

Conclusi i lavori di costruzione - che, in realtà, si completarono solo nel XIX secolo con le tre facciate ed i campanili - iniziò l' "avventura" della decorazione. Molti rinunciarono, altri non furono considerati all'altezza.

Quello che viene definito un "poema pittorico", una serie di affreschi che copre una superficie di più di 6000 metri quadrati, venne portato a termine nel 1752 da Mattia Bortoloni e Felice Biella.

Il Santuario si arricchì di un convento cistercense e di una Palazzata, posta proprio di fronte alla facciata della basilica.

I progetti di Carlo Emanuele I sono stati rispettati: il duca sabaudo - sepolto in una tomba all'interno del Santuario - voleva lasciare un segno grandioso ed il complesso del Santuario non disattende le sue intenzioni.

La figura del Santuario spicca, infatti, imponente nella cornice delle Alpi da una parte e delle colline della Langa Monregalese dall'altra.

(http://www.santuariodivicoforte.com)