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26 septembre Un secondo luogo che sfiori le profondità del cuore
Piani di Praglia Avanzarono con i cavalli fino a che il loro incedere nella neve alta non fu troppo gravoso. Allora liberarono le povere bestie da tutto il peso caricandosi in spalla lo stretto necessario ed abbandonando il resto. I due amici ripresero invece il cammino con le racchette da neve e le picche piumate. Gli altri avventori e l'oste bonaccione li avevano invitati, pregati di desistere; ed invece eccoli qua! Il vino caldo e speziato, un camino vivace che proiettasse le sue ombre... Ma il sorgere del mattino dalla vetta avrebbe propiziato l'incantesimo, ed il solo sentiero rimasto era quell'ultima notte di marcia. Ingannevole era il fatto che l'ascesa si celasse in un falsopiano, i riferimenti erano pochi e confusi. I piani si stendevano intorno a loro, morbide colline di una dolcezza inaspettata, materna. Strabiliante per una percezione unica, misteriosa. Quella del mare ormai prossimo, ancora celato ma già così presente! Quando il sole si levò, il libro era posto sull'altare di luce. I due amici poterono togliersi i pesanti manti e sdraiarsi su di essi mentre i raggi irridenti li rinfrancavano nel corpo e nel cuore. Intorno a loro una meraviglia antica come il mondo.
I Piani di Praglia sono una tra le mete piu' affascinanti della Liguria (e del basso Piemonte) poichè offrono suggestivi e unici paesaggi. Anche d' estate l'aria è fresca, fine. Da qui si scorge un'eccezionale vista sui monti Liguri, sul Monte Figogna con il suo Santuario di NS della Guardia e la vista corre fino laggiù, fino al mare ... Uno dei motivi di maggiore interesse deriva dalla presenza di numerose specie di flora tipica delle zone umide quali: i pennacchi (Eriophorum angustifolium) e la viola delle paludi (Viola palustris) e le piante insettivore rosolida (Drosera rotundifolia) e pinguicola (Pinguicula vulgaris).
Questo testo è ricavato dalla consultazione di numerosi siti (che ringrazio), con relativo copia-incolla; curioso un mondo dove per raggiugere i paradisi naturalistici bisogna seguire i cartelli dei centri commerciali 25 septembre La vecchia, il filo, il gatto.
Citazione da http://hotelnewhampshire.spaces.live.com/default.aspx?owner=1
19 septembre Un Quinto SilenzioIl Trittico Elegiaco si conobbe in un teatro. E la cosa fa sorridere se pensiamo che i classici greci non c'entrano nulla.
Il ragazzo delle riviste di foto conosceva entrambi da prima, e lì li fece presentare (una trista (con la "a") operetta sponsorizzata da un noto ottico).
Non so, o almeno non ricordo se i due si piacquero subito. Quello delle foto aveva in stima entrambi e aveva parlato bene l'uno dell'altro. Quello con la felpa bianca era geloso delle proprie amicizie ed aveva un diffidente pregiudizio. L'altro con grandi scarpe d'altro canto aveva troppe cose colorate in testa; e si stava girando il film della vita, perciò chissà se dentro di se espresse un giudizio.
Ma si incontrarono ancora, e divennero grandi amici, per la vita.
Come accadde? E cosa successe poi? Davvero per la vita?
Ma questa è un'altra storia, e va raccontata un'altra volta.
Il Geranio? Generale, forse.
Una poesiola dalle fiabe di Calvino. Cito a memoria, per cui scusate gli errori (la fiaba è "Il figlio del Mercante di Milano", la mia preferita):
Pizza ammazza Bello, e Bello salva me.
Un morto ammazza tre e tre ne ammazzan sei.
Sparai a ciò che vidi e presi chi non vidi.
Mangiai carne non nata, cociuta con parole.
Non dormii ne in cielo ne in terra.
Ditemi voi, o Regina mia bella.
18 septembre Un Quarto SilenzioGuardavamo in basso, cercando gli innesti per terra, poichè è la maniera più veloce e sicura di uscire da un labirinto di vetro senza sbattere la faccia.
Ma poi i corridoi si sono riempiti di paglia rossa e non potevamo più capire dove fossero collocati pannelli.
Non c'erano suggestioni aggiunte, sapevamo per certo quale fosse l'estensione della struttura, poco più di un carrozzone da Luna Park. Ricordavamo chi eravamo e da quanto eravamo entrati, un tempo ancora ragionevole per non essere colti dal panico.
Eppure rallentavamo ad ogni passo.
Ci domandammo ancora se non fosse una metafora dei nostri travagli interiori, ma l'espressione divertita del custode che ci aveva fatto entrare ricordava che la realtà tende a stravolgere i nostri piccoli micromondi di cose serenamente spiegate.
E no, non volevamo uscire per assaporare il più possibile quella strana sensazione di essere vivi, di brividi per la schiena, di piccoli giramenti di testa mentre i nostri sensi vanno in confusione nella percezione dell'invisibile.
Mi veniva in mente una delle frasi preferite (ed abusate) dalla seconda prefazione di Tolkien al LotR: - Detesto cordialmente le allegorie. -
Infatti non vivevamo un momento di messaggi da interpretare, solo una piccola storia di stupore, guardando noi stessi.
E ringraziammo la realtà che a volte ci obbliga a fare i conti col nostro riflesso.
Riflesso di vetro, non di specchio, la dolcezza di non essere soli in quei momenti. Querce di Giustizia.
Il soffitto era poco più alto di un uomo, stranamente imbottito e di un velluto rosso scuro, color rubino.
Girammo l'ultimo angolo, ormai quasi certo che avrei ritrovato il mio gatto.
Ma era solo l'uscita.
17 septembre 5a Canzone (una Innocente Evasione!)
Una donna per amico
Può darsi ch'io non sappia cosa dico, 15 septembre Testa di Piramide
Ed ecco il Vincitore del "Premio Simpatia 2006"!!! Il personaggio più mattacchione ed imprevedibile dai tempi di Topo Gigio. I bambini lo adorano.
13 septembre Battlestar Galactica
http://www.scifi.com/battlestar/ http://www.battlestargalactica.com/ http://battlestar.altervista.org/ http://it.wikipedia.org/wiki/Battlestar_Galactica_(2003) http://it.wikipedia.org/wiki/Galactica I Cylon furono creati dagli umani.
11 septembre Torri Gemelle
11 settembre - Quinto Anniversario La palla continua a girare, vediamo quanto madre natura sopporterà ancora le scemenze di una parte e dell'altra, prima di cominciare a fare lei la fondamentalista. Un pensiero a tutte le vittime innocenti, oggi in particolare ai 3000 delle Torri Gemelle, in una commemorazione che non deve diventare ruffiana.
10 septembre Un sesto ed un settimo passaggio
Dominique: - Noodles, sono inciampato! - da "C'era una volta in America" di Sergio Leone
Cheyenne: - Io invece resterei, se potessi. - da "C'era una volta il West" di Sergio Leone 9 septembre Un quinto passaggio (il Teatro dell'Assurdo)
da "Aspettando Godot", di Samuel Barclay Beckett 8 septembre Una poesiaWilliam Butler Yeats
GLI ERUDITI
Teste calve, obliòse dei loro peccati, Vecchie, dotte, venerande teste calve, Dànno alle stampe e annotano i versi Che giovani, nei loro letti insonni, Rimarono in angoscia d'amore Per blandire l'orecchio stolto della bellezza. Fino al giorno del giudizio tossiranno nell'inchiostro, Il tappeto con le scarpe limeranno, Venerati; non avranno amici strani, Se mai fecero peccato non si sa: Signore Iddio, che cosa mai direbbero Il giorno che il loro Catullo passasse di là! V for Vendetta
C'è molto più della carne dietro questa maschera.
C'è un'idea, e le idee sono a prova di proiettile. Un Terzo Silenzio (urlato però). OvveroElogio delle seconde possibilità (qui si parla di amore
La fiaba vorrebbe che la seconda possibilità fosse un'altra occasione perchè le cose vadano in modo diverso. Perchè, dopo essersi chiesti per tanto tempo quali fossero stati gli errori commessi, quali le proprie mancanze, ora le sorti andranno a buon fine.
Perchè si può imbrigliare e domare il destino.
Io amo le fiabe, sono tra le cose che amo di più, ma la seconda possibilità è qualcosa di più crudele, sottile e grande.
E' una sorpresa, una incredibile nuova inaspettate prova, di vivere le stesse emozioni, di ritrovare il proprio passato col suo dolore negato e soffocato per il troppo male, un piccolo pezzo di ingenuità perduto, e vedere le cosa che vanno nello stesso modo maffo di allora.
Perchè non bisogna essere così presuntuosi (ed ora è chiaro) da pensare di essere stati unicamente determinanti per quel finale infelice, che ci ha lasciato strascichi e ferite profonde. Ed un po' di paura.
La seconda possibilità è vivere le stesse cose in modo diverso. E' la possibilità di assolvere e riconciliarsi col se stesso di allora, di sperimentare una nuova dignità (che niente ha a che fare con l'orgoglio ostentato).
Di guardare lei e penetrare con lo sguardo i fantasmi che rappresenta (a sua insaputa, poverina) e congedarsi da loro, ma come vecchi amici che ci hanno tenuto compagnia per tanto tempo, e che non erano poi così male.
Di lei resterà solo la donna vera. E se lo si vorrà entrambi ci si potrà anche amare. O restare amici, perchè volersi bene l'un l'altro è bello ed è un atto libero che non pretende corrispondenze particolari.
Della lei del passato resterà una sensazione tenera e nostalgica, ma ora collocata serenamente nella galleria dei ricordi preziosi.
E poi, errori o non errori, l'avere amato appassionatamente anche solo un'idea, è possibile che abbia dimenticato qualche seme che germoglierà nella bruma di un mattino di primavera. Al primo raggio di un sole colmo di benevolenza.
Alla faccia di chi critica un po' di romanticismo d'accatto.
Le seconde possibilità sono una cosa bella, insomma. 6 septembre Auguri, Freddy Mercury!
Ciao Freddy, ci siamo appena sfiorati quando cominciai a conoscere la musica. Ricordo quando te ne sei andato. Ricordo il tributo a te dedicato, ed eri con noi. Cosa si prova ed essere immortali, Principe dell'Universo? (http://fairygaia.spaces.live.com - Tributo a Freddy) 4 septembre Sirmione, Grotte di Catullo e... Gardaland! (26-27 agosto 2006)Cinque pellegini decisero che in compagnia si sta meglio che da soli, e fu così che partirono alla ricerca dell'Illuminazione.
Stitch approvò, ed anche la Penny non avanzò obiezioni (specie perchè rivolevano il loro giaciglio, che teoricamente apparterrebbe a Stella Libera ma tanto nessuno le da retta).
Giunsero nei luoghi della latinità, ivi vennero travolti dalla dimensione ludica.
Ma se il gioco è utile come il lavoro, e l'alpinismo è nobile come il lavoro...
Allora l'alpinismo è un gioco???
2 septembre La quarta canzone
![]() 1 septembre Un primo luogo che sfiori le profondità del cuore
Il Santuario di Vicoforte Tre pellegrini giunsero al Santuario in un formidabile giorno di sole e pioggia, con vivaci arcobaleni che rilucevano a festa sulle quattro torri. -La strega dev'essersi pettinata,- disse una delle due donne, poichè due donne e un uomo formavano la bislacca comitiva. -Non fare discorsi pagani in questo luogo Santo,- rispose l'altra, che recava seco una vistosa sacca colorata. Ma la vera blasfemia era forse prerogativa dell'uomo, che fra tanta spiritualità coglieva solo il romanticismo di una rocca fatta coi colori dell'autunno, una promessa di crepuscolo scaturita però dall'amore di Dio. Quattro torri di storie mai scritte ed un incantesimo di verità invisibili celate da tanta bellezza. -Non è il momento di fermarci, non siamo soli e non siamo tutti. Andiamo via,-proferì lui trasognato. -Sono sorpreso che Miura non si sia ancora ispirato a questo luogo, diversamente ivi Gatsu avrebbe già affrontato un qualche apostolo bramoso di sacrificati.-
La cupola elittica più grande del mondo. Le origini del Santuario Regina Montis Regalis sono congiunte all'accorrere di migliaia di pellegrini attorno al pilone della Vergine, a partire dal XV secolo. Il pilone, opera di un artista locale del XV secolo, fu oggetto tra il 1590 e il 1595 di un involontario episodio di sfregio, da parte di un cacciatore che intendeva raggiungere la selvaggina intravista. Turbato e addolorato per quel gesto involontario l'uomo appese l'archibugio accanto alla Vergine (l'arma è tuttora conservata in Santuario) e si fece promotore della sistemazione del Pilone. Nacque una profonda devozione popolare, tanto intensa ed immediata che nell'arco di quattro anni si pose mano alla costruzione del Santuario. Fu anche il fascino che il Pilone esercitò su Carlo Emanuele I di Savoia a dare una svolta alle tante iniziative che iniziarono a svilupparsi intorno all'immagine sacra: il duca sabaudo incaricò l'architetto Ascanio Vitozzi di realizzare un’opera in grado di lasciare il segno, un segno grandioso, "di romana grandezza", sul territorio. Il progetto maestoso - che celebrasse e legasse la grandezza sabauda e la devozione popolare - iniziò il 7 luglio del 1596. Né Vitozzi (che morì nel 1615) né Carlo Emanuele I (spentosi nel 1630) riuscirono, però, a vedere il Santuario completato. Solo nel Settecento ci fu una vera e propria rinascita del Santuario. Un altro architetto, Francesco Gallo, proseguì i lavori. Così, nel 1731, si perfezionò il progetto della maestosa cupola ellittica. Numeri colossali: alta 74 metri, con un diametro maggiore di oltre 36 metri ed uno minore di 25. Conclusi i lavori di costruzione - che, in realtà, si completarono solo nel XIX secolo con le tre facciate ed i campanili - iniziò l' "avventura" della decorazione. Molti rinunciarono, altri non furono considerati all'altezza. Quello che viene definito un "poema pittorico", una serie di affreschi che copre una superficie di più di 6000 metri quadrati, venne portato a termine nel 1752 da Mattia Bortoloni e Felice Biella. Il Santuario si arricchì di un convento cistercense e di una Palazzata, posta proprio di fronte alla facciata della basilica. I progetti di Carlo Emanuele I sono stati rispettati: il duca sabaudo - sepolto in una tomba all'interno del Santuario - voleva lasciare un segno grandioso ed il complesso del Santuario non disattende le sue intenzioni. La figura del Santuario spicca, infatti, imponente nella cornice delle Alpi da una parte e delle colline della Langa Monregalese dall'altra. |
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